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Rassegna stampa sull’SBC

Outdoor Magazine (gennaio 2010)

Riportiamo l’articolo apparso su Outdoor Magazine del gennaio 2010.

Tutto il gusto “proibito” dello Street Boulder

Difficilmente i Comuni riconoscono questa attività. Che però è oggetto di un circuito: l’SBC. La sesta edizione ha registrato un +20% nelle iscrizioni.

a cura di Monica Viganò

Nonostante non la si possa definire una vera e propria disciplina, il successo di cui gode è ormai innegabile. Il numero dei suoi seguaci è infatti in continuo aumento tanto che nemmeno le amministrazioni locali, suoi “acerrimi nemici”, possono ignorare la sua esistenza. Stiamo parlando dello street boulder, un tipo di arrampicata che si svolge su strutture cittadine e che per questo spesso rasenta i limiti della legalità. Ma potremmo spezzare numerose lance a favore di questa attività.
Innanzitutto è sicura, considerando le altezze moderate che si raggiungono, raramente superiori ai 4 metri. E soprattutto non logora, come erroneamente si teme, gli edifici sui quali si pratica. Anzi, al contrario, li valorizza portando su di essi l’attenzione del popolo.


Terre di mezzo (2009)

Riportiamo l’articolo apparso su Terre di mezzo nel 2009.

Arrampicatori di città

A mani nude e senza imbragatura. Sfidano palazzi ed edifici abbandonati. Complici la notte e una mailing list: sono gli street-boulder.

testo di Laura Bellomi

I palazzi diventano pareti, le grondaie e i cornicioni appigli, e i marciapiedi sit start per la partenza da seduto. Succede a Milano, a Torino e in tutte le città in cui gli occhi e la passione degli Street boulder intravedono picchi e montagne da scalare. Un fenomeno underground, l’arrampicata urbana, che pur nella semiclandestinità dei raduni non autorizzati, richiama ogni anno centinaia di appassionati con il gusto della sfida.
L’idea è nata da due amici milanesi: Andrea Negrelli detto Negher, di professione informatico, e Massimiliano Sacchi detto Max, ingegnere biomeccanico, all’epoca entrambi poco più che trentenni. È il 2003 quando si fa largo l’idea di promuovere l’arrampicata urbana: “C’erano esperienze simili in Francia, a Tolosa ad esempio alcuni climber usavano i palazzi per arrampicare -racconta Negher-. Noi però abbiamo pensato al contest, ovvero al raduno come a una gara”.


Outdoor Magazine (novembre 2007)

Riportiamo l’articolo apparso su Outdoor Magazine del novembre 2007.

Street boulder, climbing metropolitano

Una disciplinain crescita. Che proprio in Italia vanta il maggior numero di praticanti e può contare su un campionato in 5 tappe, giunto alla sua 4a edizione.

a cura di Daniele De Negri

Può sembrare strano: spesso le tendenze arrivano da noi con qualche anno di ritardo. Ma in questo caso sembra che sia il nostro Paese ad essere più “avanti” degli altri.
Stiamo parlando dello street boulder, o “arrampicata metropolitana” che dir si voglia. Pare infatti che sia proprio l’Italia a vantare il maggior numero di praticanti e il maggior
grado di organizzazione in questa disciplina, che sta conquistando sempre più appassionati. Gran parte del merito va a due accaniti climber milanesi (leggi Andrea “Negher” Negrinelli e Massimiliano “Max” Sacchi): sono loro, infatti, ad aver ideato lo Street Boulder Contest, un vero e proprio campionato nazionale giunto quest’anno alla sua quarta edizione, e ad aver creato l’omonimo sito, punto di riferimento per gli appassionati di tutta Italia.
Che crescono sempre di più, spinti dall’entusiasmo e dal brivido


La Repubblica delle Donne (giugno 2007)

Riportiamo un frammento dell’articolo comparso su D – La Repubblica delle Donne, nel giugno 2007.

SpieFenomeni Ombre agili nella notte rete

Si danno appuntamenti segreti per arrampicarsi su pareti, ponti e monumenti delle metropoli. Sono i praticanti della street boulder, appena arrivata in Italia

di Cinzia Negherbon
Foto di Gianni Troilo

Se per caso una notte vi capitasse di vedere un’ombra che si arrampica furtiva lungo la parete della vostra palazzina, cercate di non trarre conclusioni affrettate: quello che vi trovate di fronte potrebbe non essere il mitico Lupin che tenta il colpaccio, e nemmeno l’Uomo Ragno dei fumetti, ma più semplicemente un arrampicatore metropolitano impegnato in un’esercitazione. È soprattutto di notte infatti che vengono allo scoperto gli appassionati di street boulder, una disciplina sportiva underground che ai massi, alle pareti e ai boschi di montagna ha sostituito la città e il cemento, i cornicioni, i ponti e le impalcature. Gente che vede la città da un’altra prospettiva, che quando cammina per strada osserva i muri e le strutture in cerca di percorsi alternativi nella terza dimensione, e che ha deciso di trarre vantaggio dalla crescente urbanizzazione trasformando la grigia metropoli in un enorme parco giochi dove vivere il sogno di una città verticale…


Gli arrampicatori metropolitani

In crescita i praticanti dello street­boulder

di Francesco Oggiano

I chiodi sporgenti e le antenne para­boliche sono i loro nemici, schegge di vetro e chiazze d’olio gli ostacoli più pericolosi. Le facciate dei palazzi, i lampioni, le sculture e i ponti della città si trasformano invece negli oggetti da con­quistare. Non si tratta di comuni topi d’appartamento, ma degli sboccher, ov­vero i praticanti dello street bouldering, il free climbing urbano. Lo sport, a dir il vero illegale, consiste nel praticare l’arrampicata su qualsiasi struttura urbana che si dimostri “arrampicabile”. Discendente del “bouldering” (arrampicata che si effettua in natura), lo street boulder si propone di “accontentarsi” delle altezze e delle strutture che offre la città, trasformandola in un enorme parco giochi…

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