SBC 2008 - TORINO - 13 GIUGNO Questa volta niente centro storico, niente negozi aperti e poliziotti bonari, niente buffet; a Torino, lo Street Boulder è tornato a nascondersi fra i palazzi abbandonati, dopo i fasti di Genova. E purtroppo, dopo avere avuto fortuna per più di una volta nonostante le previsioni meteo avverse, questa volta il tempo non è stato clemente, e la pioggia – più o meno insistente – ci ha accompagnato dall’inizio alla fine del contest. I cinquanta blocchi tracciati da Diedro, però, erano quasi tutti riparati da tetti e cornicioni, e i muri sono rimasti asciutti; sicuramente più asciutti dei crash pad. La zona scelta da Diedro era una strada chiusa vicino alla ferrovia, a pochi minuti di distanza da porta nuova, dove si trovano solo vecchi stabilimenti quasi abbandonati. Il quasi è d’obbligo perché in realtà gli edifici sono video sorvegliati e infatti, a un ora dall’inizio del contest, l’omino della sorveglianza si è presentato puntuale a indagare sul misterioso assembramento. Dopo avergli assicurato che non avevamo nessuna intenzione di entrare nei palazzi (questa la sua preoccupazione principale), il baffuto e comprensivo sorvegliante se n’è andato con la mappa dei blocchi sul cruscotto e la promessa di non segnalare nulla fino alla mezzanotte. I ringraziamenti sono d’obbligo, perché sarebbe stato davvero triste dover disperdere i circa 120 arrampicatori urbani che avevano deciso di sfidare le intemperie – la temperatura oscillava intorno ai 15°, e ricordo che eravamo a metà giugno – per partecipare al contest torinese. Come a Genova, anche a Torino si sono presentati alcuni giovanissimi, che però in questo caso erano atleti veri e propri, accompagnati dai genitori e molto molto seri, talmente seri da rimanere un po’ confusi davanti alla mancanza di regole del contest, e di una selezione per accedere alla finale. Finale che è stata la vera chicca dell’edizione torinese; un traverso che partiva dalle maniglie di un portone di vetro per spostarsi, dopo un accoppio alquanto delicato, sulle micro liste di un muro di mattoni. Ci hanno provato in tanti, da Stefano Ghisolfi a Elio (sì, cacchio, proprio lui), da quello che non si teneva per niente a quello che si teneva di più, mentre il pubblico – incalzato dalla pioggia - si stringeva sempre più vicino agli scalatori, riparati dalla tettoia. Ci spiace non poter annunciare niente di nuovo, ma la finale (e il crash pad annesso) è stata vinta ancora una volta dal torinese Daniele Morei, già vincitore nell’ultima tappa di Genova. Per battere l’attuale campione bisognerà però aspettare la fine di settembre, quando a Milano il contest offrirà alcune gustose sorprese… quasi quanto il kebab consegnato direttamente agli arrampicatori durate lo Sbc di Torino. I nostri ringraziamenti vanno a La Sportiva, che continua ad offrirci il suo supporto e che ha fornito le magliette per il contest; a Blurr, nuovo partner dal lontano Canada, e al Bshop di Torino. Per i premi dell’edizione torinese ringraziamo Cassin (che ha fornito il primo premio) Bshop, Rasta Climb, Smog. E un grazie speciale a Horas, il nostro fornitore ufficiale di kebab. Elena Corriero |