SBC 2008 - GENOVA - 16 MAGGIO Quel venerdì sera ha smesso di piovere per poche ore, giusto quelle che ci servivano per il contest. Tre ore, forse quattro; prima e dopo, pioggia. 16 maggio 2008, la prima volta dello Street Boulder a Genova, e il primo contest legale, nel centro storico di una grande città. Tutto era concentrato in Piazza Truogoli di Santa Brigida, una piazzetta restaurata grazie ai finanziamenti del Comune, deciso a riqualificare la zona poco al di sopra della famigerata via di Prè, dove spacciatori e piccoli delinquenti si contendono i carrugi, e dove i genovesi fanno il possibile per non passare. Più in là, verso la stazione, c’è via del campo, quella di De André, e più in giù c’è il porto, con la sopraelevata che, accanto agli antichi edifici, ricorda i paesaggi futuristici di Blade Runner. Alle nove, la piazzetta era gremita di gente (e bisogna confessare che non ce l’aspettavamo), dagli amici di Torino e Milano ai climber di Genova e dintorni, per non parlare dei residenti, affacciati alle finestre di casa, che guardavano come se fossero stati invitati a uno spettacolo. Quasi 170 persone, senza contare i tre poliziotti che bonariamente sorvegliavano la zona… Quasi 50 blocchi, tutti in piazza, su archetti e cornicioni, porte di ferro e davanzali; un’architettura da leccarsi i baffi per i climbers urbani, abituati ai profili lisci e monotoni delle città più moderne. È stato persino difficile, a due ore dall’inizio del contest, richiamare tutti all’ordine per annunciare la finale, in un vicolo dietro la piazza, un carrugio talmente stretto da non lasciare spazio a tutti gli spettatori, che si arrampicavano su tubi e davanzali per poter assistere ai tentativi dei contendenti. Uno spigolo bordato con un listino di ferro, cemento liscio per i piedi e una tacca minuscola, dove finiva il bordo di ferro, per arrivare a un mono (naturale, non scavato da noi!), guadagnare la tacca come appoggio per il piede e arrivare al bordo del terrazzo sovrastante, da dove la telecamera di Davide filmava ogni movimento. A Daniele Morei, di Torino, sono bastati due tentativi per chiudere il blocco; ma gli altri non mollavano, e quando anche Guido di Genova prima e il milanese Papik poi sono arrivati in cima abbiamo deciso di cambiare la regola non scritta del Contest, secondo cui c’è un solo vincitore, premiando così i primi tre salitori, per l’impegno e le emozioni che ci avevano regalato. A tutti gli altri, i premi ad estrazione; e ai tre più piccoli partecipanti un sacchetto di magnesite, per buon auspicio. Un grazie a La Sportiva, che con il suo supporto ci ha permesso di realizzare l’evento, e a Bshop, Blurr e Versante Sud, gli altri partner ufficiali dello Sbc. Un grazie a Boni Sport e Labora, con cui abbiamo collaborato per organizzare il contest di Genova; e ancora al Comune di Genova, che ha concesso le autorizzazioni, e a Cassin, Ferrino, Haglofs, che hanno fornito i premi. Qualche giorno dopo il contest ci è arrivata una mail, in cui un climber entusiasta ci chiedeva di organizzare a Genova uno appuntamento di Street Boulder a settimana. Forse l’obiettivo è stato raggiunto, che ne dite? Elena Corriero |