Bari 2006

 

IL MURO DEL PIANTO

VetrinaBari2006_3Cosa stara’ mai pensando la gente del quartiere vedendo questo branco di scalmanati salire su tutto cio’ che incontra davanti ?!? ; mi son chiesto tra me e me quel caldo pomeriggio di estate inoltrata ; alcuni ,sicuramente, avranno pensato ; che deficientiÉquesti che salgono dal muro , non si sono accorti che c’hanno la scala a 5 metri da loro!;, altri.. ; ma cosa stanno combinando sti pazzi.. . perche’ non vanno a vedere la partita come tutti quelli normali!; e gia’.. quella sera c’era proprio lo scontro diretto con i nostri alleati , quello che ogni vero sportivo non poteva non seguire ed infatti e’ stato questo il nostro maggior timoreÉ che l’incontro di calcio Italia – USA potesse in qualche modo precludere la buona riuscita dell’evento, andando cosi’ ad incatenare davanti all’alienante schermo una buona fetta dei nostri streeters, privando loro stessi dell’incommensurabile piacere che si prova nell’essere i protagonisti. Per fortuna tutto bene, eravamo piu’ di quanti me ne aspettavo, nessuno seduto a casa sulla poltrona a sorseggiare una doppio malto impregnato di passivita’ ma tutti in strada a fare sfoggio della tecnica maturata nelle estenuanti sedute di allenamento invernali e soprattutto a seguire il proprio istinto antropomorfe il tutto miscelato con vero spirito sovversivo… e ora ditemi se questi non sono veri sportivi!
Erano due i settori: uno giu’, nel canale, l’altro nel cuore di Santa Rita É appunto il quartiere che con le sue meravigliose e stravolgenti strutture artificiali o meglioÉ per quelli normaliÉ degradate e decadenti strutture artificiali ha partorito un contest indimenticabile e pertanto si e’ meritato a tutti gli effetti un nostro regalo: un mega murales ipercolorato, con scritto ;street boulder; situato in mezzo i blocchi di finale, che sicuramente ha reso piu’ bella e’ accettabile la zonaÉGrazie Santa Rita!

Ritrovo ore 18:00 davanti all’uscita 15 del san Nicola, lo stadio di Italia90. Alcuni, i neofiti, forse avranno creduto che si sarebbe arrampicati sullo stadio .. ma purtroppo non era proprio cosi’ e dopo aver consegnato velocemente la mappa del tesoro ai pirati , tutti all’ arrembaggio!.. e come un lungo serpentone che parte all’ attacco per stritolare la preda, la lunga carovana di urban climbers parte all’ attacco del misterioso luogo per stritolare ogni presaÉ senza pero’ risparmiare claxon e pattinate varie… il tutto per passare inosservati come vuole la regola di ogni street boulder contest.

Si parcheggia sotto al canale, e via, tutti a provare! Si e’ lui, proprio quello che nello scorso autunno era stato colpito da un evento di piena col rischio di sommergere tutta Bari …no problem noi siamo climbers e se c’e qualcosa che non va… noi ci arrampichiamo sul primo albero, casa, ponte, muro che troviamo e non perche’ abbiamo paura dall’onda anomala sopraggiungente ma fondamentalmente perche’ ci piace!!
Intriganti alcuni boulder come quelli che si sviluppavano sui 2 bunker da cui prende nome il settore, strutture a forma di cupola di altezza pari max a 2 m utilizzate probabilmente nella seconda guerra mondiale per postazioni di contraerea É e chissa’ se dentro una cosa di quelle non ci sia passato anche mio nonnoÉ lui di certo non si sarebbe mai arrampicato sopraÉdi quei periodi li.
In molti si sono cimentati nel traverso del bunker basso , un boulder non molto difficile per gli over 1.80 che anche con le adidas modello da passeggio l’hanno chiuso e del tutto impossibile per i piu’ bassini che continuavano a cadere di sotto a soli mezzo metro dal transito degli autobus di linea.
Divertenti anche rampa, blocco facile realizzato sulla gaveta di una briglia (per intenderci bisognava salire una rampa di cemento lunga 4m, larga 2m con pendenza di 45¡ sfruttando solo l’aderenza delle mani e dei piedi e senza rincorsa) e una colonna di un cancello diroccata, ma solo per poco, prima che le formiche non ne rivendicassero la proprieta’ e in fine i boulder del granaio .
VetrinaBari2006_5Ma tutto d’un tratto, dopo aver superato abbondantemente l’ora, una grande folla si concentra attorno a bunker basso, e’ il segno che e’ stato trovato ; il blocco;, quello che noi avevamo definito lo spezza dita.. qualcosa di davvero pericoloso e che alcuni, dopo averlo semplicemente osservato per un minuto hanno detto ;io non lo provo!;; ma non loro Éi temerari dell’arrampicata del sud : prima KRIS, poi RASTA e ancoraÉ TONCA, NIK, CINGHIALE. Tutti fuori uso, cadevano uno dietro l’altro come una serie tasselli olandesi, la soluzione c’era ma serviva qualcuno che la mettesse in praticaÉ
E questo era proprio li’, nascosto in mezzo alla folla; due tentativi veloci per ambientarsi una smagnesata e un brutalata da king kong con tanto di stringidenti dal dolore alle dita finale.
Costui era MEGATREX,e ha posto definitivamente fine all’inviolabilita’ del blocco piu’ duro del settore di bunkers.
Nel frattempo le birre gentilmente offerte dalla palestra Kanku Dai scendevano a litri e dopo aver caricato in macchina le rimanenti bottiglie si parte all’assalto di Santa Rita o meglio, per i local, ;Carbonara 2;.

Giunti in mezzo alle case popolari, si posteggia velocemente la macchina sotto al parcheggio coperto, tempo di infilare le ballerine e scaraventare a terra il crash e gia’ i primi streeters stavano arrampicando sulle colonne di questa struttura É
I boulder della seconda sessione erano molto carini e soprattutto fantasiosi; eccovi una breve descrizione:

  •  l’Albero facile e l’Albero difficile : ci si doveva arrampicare su due alberi di pinus pinea, volgarmente detto pino domestico o da pinoli, fino all’altezza di 3 m da dove bisognava poi lanciare al tetto di un parcheggio con due mani. Alcuni, come LUDVALLA, l’hanno definito un po’ rischioso ma dopo averlo provato si sono ricreduti ridefinendolo eccitante.
    Colonna : sit start, in piedi e lancio erano le tre modalita’ di esecuzione del blocco ma presentavano un unico obbiettivo finale , l’accoppio sulla trave situata a quota 3 .
  •  Centralina:si doveva raggiungere il tetto di una cabina molto probabilmente dell’Enel all’ altezza di 3 m e il tutto senza uno straccio di appiglio; bene o male i nostri climbers sono anche intelligenti e si sono accorti del lampione a un metro di distanza dalla cabina . VetrinaBari2006_2
  • Attenti al sacrestano: blocco relativamente facile in cui, sfruttando la recinzione della parrocchia si doveva scavalcare il muro É un muro lungo 100 m alto 3 su cui si sono svolti i restanti boulder di Santa Rita e i boulder di finale.
  • Forza Italia : era il boulder in tema e consisteva nel salire un palo per segnaletica fino alla cima e sventolare la bandierina dell’Italia posta sopra…che pazze risate vederli fare sta cosa, sembravano i giochi senza frontiere.
  •  Fracitana: si chiama cosi’ perche’ originariamente fu trovato una tana di gechi, ;farcitane; in dialetto pugliese, e sicuramente loro l’avranno chiuso chissa’ quante volte; si doveva quindi scavalcare lo stesso muro sfruttando un tubo di fognatura fuoriuscente dallo stesso. Complimenti a STRACCETTO per l’ ottima esecuzione frutto sicuramente delle sue enormi capacita’ elastiche.
  • Diedro: situato a fianco di fracitana si doveva arrampicare sull’angolo tra il muro e la scala in cemento armato; 6c di difficolta’ per chi riusciva a trovare l’ appoggio chiave: un mini appoggio invisibile con un elevatissimo coefficiente di aderenza ricavata scavando col martello sulla parte in cemento.
  • Il commercialista e Gli studenti: due blocchi che sfruttavano una delle tante fessure sparse qua e la per il muro.

Un’altra estenuante ora passata per lo piu’ appesi che a terra ha visto come protagonisti tanti atleti agguerriti che dopo essersi massacrati ad hoc hanno intravisto sullo sfondo della piazzetta una tavola imbandita con ogni genere di leccornieÉ sicuramente sara’ stato un miraggio dovuto all’eccessivo caldo ed alla enorme stanchezza, avranno pensato in moltiÉ ma per fortuna era Max, dirigente di una catena di rinomati bar a Bari, che ha deciso di venire in soccorso ai suoi nuovi amici climbers offrendo loro focacce e torte al cioccolato, decretando cosi’ la fine delle sessioni di qualifica.
Qualcun altro, non ancora stanco, ha continuato imperterrito a versare sudore e sangue. Infatti non credevo ai miei occhi quando vedevo la gente, ormai piena di rossori e ferituccie varie, tra cui sbucciature e lividelli, continuare a lottare fino all’ esasperazione; la situazione stava degenerando ed era meglio interrompere li la battaglia tra gli streeters e i mostri di cemento.

Finalmente la finali. Erano le 22:00. Due i blocchi di finale uno per le lady l’altro per i maschietti

Si parte con quello femminile, una lunga fessura di altezza superiore ai 3 metri larga mediamente 5 centimetri che dopo i primi tentativi a vuoto di PICACIU’ (durato quanto una via di montagna) e STRACCETTO incontra BARBARA che non ci pensa due volte a scavalcare il muro, chiude la prima manche di qualifica LUDVALLA che con la sua modica statura, messa a confronto con le dimensioni del muro, sembrava scalare una big wallÉ peccato che dopo una spettacolare esecuzione in doolfor fino a sfiorare lo scappottamento scivola precipitando in caduta libera verso quello che per lei era un abisso. Comunque niente problema per LUDVALLA, al secondo tentativo con medesima tecnica non delude tutti i suoi fun ; brava anche STRACCETTO che libera anche lei al secondo tentativo e peccato per PICACIU’ che ha lottato fino all’ ultimo senza mai perdersi d’animo. Davvero una bella finale.

Si passa a quella maschile. I man dovranno fare i conti oltre che con la stanchezza, con un blocco duro, ma davvero duro, caratterizzato da due eccitanti prese ottenute picchiettando col martello all’una di notte nel muro, rischiando di scatenare le ire dei piu’ focosi compaesani. La difficolta’???…provate a fare il lancio dall’ ultima presa al top.

Purtoppo per molti non c’e’ stato questo momento infatti alcuni sono caduti nella prima parte del boulder, un traverso molto ditoso; si parte con SER GIGNO nulla da fare per lui, poi MICHI cade ad un passo dell’ ultima presa, dopo CHECCO non supera anche lui il passo chiaveÉ RICCIOLO Éniente neanche per il nostro capellone anni 70 ..forse era davvero troppo duro?! ..invece no.. ci vuole TONCA per dimostrare a tutti che non era cosi’, lui la tiene quella presa, ma il lancio alla superman non gli riesce. Stesso problema hanno incontrato IL RASTA E IL CINGHIALE che hanno sfiorato il top rischiando di ribaltare; ma il loro momento non e’ ancora arrivato ora e’ quello di MEGATREX che ha tenuto segreto fin ora le sue doti da supereroe tra cui la capacita’ di volare e quella di farmi inginocchiare di fronte a lui. Parte, con la calma di un tiratore con l’arco, si spara il traversoÉ passo chiaveÉ prima presaÉ alza i piediÉ linguetta verticale..seconda presa (appiglio interamente scolpito nel muro)É ed eccolo partire come uno shuttle verso la luna, si gira, salutino e la baldoria della folla che lo ha ormai divinizzato e’ tutta per lui. Grande performance.
Si passa al secondo giro… tutti riprovano ma la situazione non si sblocca; bisogna tirare fuori l’asso nella manica per decretare il secondo posto conteso tra RASTA E CINGHIALE. Si chiama mongolfiera ed un blocco solo per loro due, un unico passo duro che verra’ risolto, con lo stupore generale di chi lo credeva solo un pincopallino, da RASTA, dimostrando a questi che lui ci sa fare davvero. Peccato per il nostro CINGHIALE foggiano che forse ormai provato dalla stanchezza e sicuramente un po’ penalizzato dall’altezza ha comunque guadagnato meritatamente un ottimo 3¡ posto.

Subito dopo, le premiazioni, dei trofei realizzati con delle prese di resina attaccate su dei piedistalli di marmo preparati e offerti da KANDO, prima ditta pugliese di prese. Prima quella femminile che vede al gradino piu’ alto BARBARA poi LUDVALLA e infine STRACCETTO e poi quella maschile, premiati in quattro per la presenza di un premio falliforme per il quarto classificato, riscosso con notevole piacere da TONKA. VetrinaBari2006_4
Un ringraziamento speciale va all’ prezioso supporto di ROCCIERESINA per i premi regalati ad estrazione, a NEGHER per aver consentito una divulgazione a livello nazionale dell’ evento ed alla collaborazione nel rendere piu’ divertente la serata dei ragazzini del quartiere, soprannominati i ;menignos de rita;É anche se potevano risparmiarsi di fregarsi le birre, di urinare nelle bottiglie vuote, di piazzarsi sul top del boulder di finale maschile e soprattutto di farmi le corna nella mia foto.
Tutto questo e’ stato SBC BARI 2006, un vero successo dal punto di vista del divertimento e spero che questo evento sia il punto di partenza per il futuro di questa mistica disciplina che racchiude in se sportivita’ , trasgressione ed anticonformismo.Grazie a tutti e arrivederci a SBC BARI 2007.

 

Firmato: EL BANDOLERO

Primo SBC pugliese, sabato 17 giugno 2006.

40 gli iscritti, che si sono cimentati sui blocchi (guarda la mappa) preparati dagli organizzatori locali.

Il ritrovo era alle ore 18:00 davanti all’uscita 15 del san Nicola, lo stadio di Italia90.

La gara maschile è stata vinta da Megatrex, mentre Ludvalla si è aggiudicata la finale femminile.

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